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Convenzione sui Diritti dell'Infanzia

I diritti umani come paradigma di una cultura di pace: riferimenti a documenti internazionali e nazionali.

Nell'edificazione di una cultura di pace diventa fondamentale il riferimento ai Diritti Umani quali bisogni fondamentali, sia di ordine materiale che spirituale, condivisibili a livello universale. Educare ai diritti umani significa imparare a riconoscere e a tutelare tali bisogni attraverso il loro soddisfacimento, facendosi soprattutto carico dei soggetti più vulnerabili e delle situazioni più rischiose.

Compito primario dell'educazione ai diritti umani è quello di rendere consapevole il soggetto del proprio status di persona e della dignità che soggiace a tale status originario; da qui la necessità di rispettare, in ogni circostanza e condizione, se stesso e gli altri a prescindere da qualsiasi differenza di razza, religione, sesso, in conformità a quanto viene proclamato all'Art. 1 della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo del 1948:

"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".

L'educazione ai diritti umani comporta quindi:

  • educazione a vivere con dignità la propria vita e operare perché anche gli altri possano vivere con pari dignità;

  • educazione alla pace: rispetto per la propria vita e per quella degli altri. Il nesso tra diritti umani e pace è evidenziato all'Art. 28 della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo: "Ogni essere umano ha diritto a un ordine sociale e internazionale nel quale tutti i diritti e le libertà proclamati nella presente dichiarazione possano essere pienamente realizzati";

  • educazione alla legalità: i diritti umani costituiscono il nucleo fondante di qualsiasi ordinamento democratico (art. 2, 3, 4 della Costituzione) e dell'ordinamento internazionale (Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo,1948, e Patti sui Diritti Civili e Politici e sui Diritti Economici e Sociali, 1966).

L' idea di considerare l'educazione ai diritti umani come primaria nell'edificazione di una cultura di pace è avvallata da importanti documenti di istituzioni internazionali, nazionali, regionali, comunali. 

Tra i documenti internazionali si fa riferimento alla Raccomandazione dell'Unesco del 1974 sull'"educazione per la comprensione, la cooperazione e la pace internazionali e sull'educazione ai diritti umani e alle libertà fondamentali"; alla Raccomandazione R(84)7 del Comitato del Consiglio dei Ministri del Consiglio d'Europa adottata il 14/5/85, interamente dedicata all'educazione ai diritti umani, al Programma d'azione dell'UNESCO del 1993 per l'educazione ai diritti umani e alla democrazia; alla Dichiarazione di Vienna della Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui diritti umani del 1993 e al suo relativo Programma d'Azione; alla Risoluzione dell'Assemblea generale 49/94 con la quale viene proclamato dall'ONU il "Decennio delle Nazioni Unite per l'educazione ai diritti umani".

Anche il Ministero della pubblica istruzione, con la circolare 73/94 "Dialogo interculturale e convivenza democratica: impegno progettuale nella scuola", si dimostra sensibile alla problematica sollevata e ne caldeggia iniziative educativo-culturali.

Per quanto riguarda gli Enti locali e Regionali, il loro impegno nei confronti della pace e della solidarietà internazionali diventa sempre più evidente attraverso l'applicazione di leggi regionali per la promozione della cultura della pace.

Tale progetto desidera collocarsi in una panoramica culturale ben definita ed auspica di esserne l'attuazione pratica in un contesto ben preciso, la scuola, con dei soggetti ben precisi, i bambini.

Una cultura di pace si fonda sulla capacità di saper incarnare e vivere, giorno dopo giorno, i bisogni riconosciuti come fondamentali e condivisibili a livello universale, ma ciò comporta una formazione continua e sinergica delle varie agenzie educative e la scelta di una metodologia multidisciplinare.

Con questo progetto la scuola accetta di farsi promotrice dei valori suddetti con la specificità delle sue competenze, auspicando un atteggiamento di dialogo e di confronto con le altre istituzioni responsabili alla realizzazione di una cultura di pace.

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